San Sergio: affresco bizantino di Hosios Loukas

San Sergio In Un Affresco Bizantino Dell'Xi Secolo Nel Monastero Di Hosios Loukas
San Sergio È Raffigurato In Piedi E Frontalmente, Con Abbigliamento Di Corte E Mantello Azzurro, In Un Affresco Bizantino Del Monastero Di Hosios Loukas.

Nella cappella sud-occidentale del katholikon del monastero di Hosios Loukas, in Beozia, domina sulla parete nord una triade di santi militari, dipinta intorno al terzo quarto dell’XI secolo, quando il monastero era già rinomato come uno dei più ricchi monasteri imperiali dell’impero. Sergio, Niceta e Bacco, ufficiali dell’esercito romano che furono messi a morte per la loro fede agli inizi del IV secolo, sono raffigurati in piedi e frontalmente all’interno di cornici di colore scuro, le quali li mettono in risalto come icone a sé stanti sulla superficie giallastra, dorata della parete. Tra di loro spicca san Sergio, superiore in grado ai suoi due compagni di cammino, poiché prestò servizio come primicerio nella schola dei gentilium dell’imperatore.

La scelta di renderlo con la forza monumentale di un’icona a figura intera, e non in scala ridotta tra altre figure, rivela l’importanza che i donatori della chiesa attribuivano ai due giovani martiri, noti in tutto l’Oriente cristiano per la loro stretta amicizia e il loro comune martirio. Il loro linguaggio pittorico, con l’imitazione del rivestimento marmoreo nella fascia sottostante le figure e i lussuosi elementi decorativi che organizzano le superfici, segue fedelmente il sistema decorativo dei mosaici della chiesa principale, in un’epoca in cui l’affresco delle cappelle cercava di imitare lo splendore del materiale più costoso.

Il San Sergio affresco bizantino: veste e gesto

San Sergio indossa un abbigliamento di lusso cortigiano, mutuato dalla veste cerimoniale degli alti funzionari dell’impero. Sulle spalle della tunica di colore chiaro si distinguono i paragaudia, applicazioni ricamate dalla sfumatura dorata che formano un disegno romboidale, mentre una cintura incastonata di pietre preziose gli stringe la vita, con gemme multicolori che ne percorrono la superficie. Il suo braccio destro trattiene davanti al petto una sottile croce argentea, emblema consolidato della sua condizione di martire. Il sinistro si innalza accanto, mostrando il palmo aperto in un atteggiamento di supplica, simbolo di verginità e di purezza ascetica che accompagnava l’iconografia di molti giovani martiri. Una fibula preziosa, ornata di perle, trattiene sulla spalla sinistra il mantello azzurro, le cui pieghe cadono con geometrico rigore sulla veste bianca.

Dettaglio Del Volto Di San Sergio In Un'Opera D'Arte Dell'Affresco Bizantino
Dettaglio Del Volto Di San Sergio, Con La Caratteristica Aureola E Le Ombre Verdi Dell’Affresco Bizantino.

Dettaglio del volto: l’arte della ritrattistica bizantina

Il volto del santo, inquadrato da vicino, rivela la qualità dell’arte ritrattistica bizantina nelle fasi tarde dell’XI secolo. I capelli, castano-rossicci e ricci, formano sulle tempie piccole spirali che vengono rese con linee sottili e scure su uno sfondo più chiaro. L’aureola, di colore azzurrognolo con una gradazione tonale dal contorno scuro verso il centro, dialoga armoniosamente con le ombre verdi intorno agli occhi e con il tenue eritema delle guance. Lo sguardo, serio e fisso frontalmente, rafforza il senso di vigilanza spirituale che il pittore ricercava nelle figure dei santi di quell’epoca. A destra della figura, un’iscrizione verticale riporta il nome del santo, elemento indispensabile per la sua identificazione all’interno del gruppo dei tre martiri.

Questa composizione, isolata oggi dall’insieme della triade che originariamente l’accompagnava, conserva tuttavia intatta la sua testimonianza di un mondo di convenzioni visive che la Grecia mediobizantina coltivò con rara coerenza, tra l’imitazione del prezioso mosaico e l’economia di una tecnica meno dispendiosa ma parimenti ambiziosa.

(Traduzione dal testo greco a cura di K. Papachristou.)