
Niccolò dell’Abbate dipinse, tra il 1545 e il 1550 circa, un’ampia composizione intitolata L’Incontro tra Carlo V e il Bey di Tunisi, un’opera oggi conservata presso la Courtauld Gallery di Londra, su una tela di 176 per 211 centimetri. Nato a Modena nel 1509 e morto a Fontainebleau nel 1571, il pittore italiano immortalò qui un episodio storico del sedicesimo secolo, la campagna militare di Carlo V contro Tunisi del 1535, allorquando l’imperatore asburgico si scontrò con il Barbarossa per il controllo della costa nordafricana. La campagna, vittoriosa per le armi imperiali, alimentò l’immaginazione visiva europea per interi decenni, dagli arazzi disegnati da Jan Cornelisz Vermeyen fino alle tele dei pittori che lavorarono geograficamente lontano dal campo di battaglia.
L’arte intorno a Carlo V e Tunisi
Al centro della composizione si erge una tenda dalle sfumature rosate, con cortine rosse legate in nappe che svelano l’interno di un banchetto, dove alcuni uomini siedono attorno a un tavolo imbandito con una stoffa bianca e i servitori portano i piatti in un movimento lento e cerimoniale. A sinistra, soldati con l’elmo conversano accanto a un cavallo completamente bianco, mentre il loro gruppo rimane di scala ridotta e meno illuminato rispetto alla scena centrale. Sulla destra galoppano guerrieri a cavallo su destrieri bianchi e bai, con armature che brillano sotto stendardi in cui si distingue un’aquila bicipite tra le mezzelune, un monito dello scontro che decise le sorti di Tunisi.
Sullo sfondo, le rovine di una fortezza si ergono su una collina, il golfo si riempie di velieri fino all’orizzonte, e il cielo, gravato da nuvole color ocra e grigio, non permette di discernere dove termini la luce del giorno e dove abbia inizio la polvere dell’accampamento.
(Traduzione dal greco a cura di K. Papachristou.)
